Il blog di ocrampal

domenica, 11 maggio 2008

Web 3.0, Obama, Moveon.org, Grillo e altro

Negli ultimi giorni ho letto un paio di articoli (qui e qui) che cercano di prevedere come sara' il Web 3.0 e articoli su come Obama abbia "virtualmente" vinto la nomination utilizzando una nuova strategia (qui e qui). Non e' che i due temi abbiano molto in comune, forse solo il fatto che mi hanno colpito piu' degli altri articoli letti in questi giorni, pero' forse qualcosa in comune la hanno.

In comune hanno il fatto che il Web inizia ad entrare anche nella politica, il che dimostra che chi e' interessato alla societa' e alla sua evoluzione, non ha che da capire come evolvera' il Web (fosse semplice :-) ).

Ho sempre pensato che il Web fosse ancora lontano dall'essere veramante pervasivo, perche' i numeri di penetrazione, rispetto ad esempio alla televisione, sono ancora bassi; cioe' il Web oggi raggiunge solo una fascia della popolazione, i piu' giovani appunto, e non i consumatori (sempre piu' anziani) di carta stampata (sempre di meno) e di televisione (idem).

Moveon.org (organizzazione milionaria gestita da un ragazzino), Obama (pagina Myspace), e Grillo in Italia, utilizzano il Web per influire su societa' e politica, e lo fanno con successo.

La campagna online di Obama, che poi e' gestita da uno dei cofondatori di Facebook, ragazzino anche lui, utilizza il Web molto bene, e lo integra con altri strumenti di comunicazione e organizzazione. In questo modo Obama e' riuscito, ad esempio, a finanziare la propria campagna e raccogliere centinaia di milioni di dollari, da milioni di donatori che hanno donato pochi dollari ciascuno, invece del metodo tradizionale seguito da Hillary Clinton, che e' quello di organizzare cene elettorali e chiedere a migliaia di donatori 2,500 dollari o giu' di li (che non sono pochi).

Anche Grillo in Italia e' capace di riempire le piazze, cosa che non fa piu' la politica tradizionale, e farlo con gente che crede veramente nel messaggio di protesta e nella richiesta di rinnovamento; non entro nel merito delle tesi, se il messaggio sia giusto o sbagliato, mi interessa capire come il messaggio, possa arrivare anche se Grillo e' stato espulso da tutti gli altri canali di informazione tradizionali.

Insomma, capire il Web 3.0 aiuta a capire quello che succedera' in futuro alla politica e alla societa'. Web 1.0 e Web 2.0 hanno dato una mano sostanziale alla campagna per le presidenziali americane, e questo solo con strumenti ancora "grezzi" come il search (alla Google), il social networking e i blog.

Ci vorra' molta immaginazione per capire gli enormi cambiamenti che stanno per arrivare; cambiamenti che sono prima tecnologici e poi politici e sociali ...

scritto da: ocrampal alle ore 13:16 | link | commenti (9)
categorie: societa, blog, tecnologie, vision
mercoledì, 30 aprile 2008

La fine dei giornali si avvicina

Un anno fa ho sentito dire, ad un amministratore delegato di un grande gruppo media tradizionale italiano, che lui non era preoccupato perche' l'ultimo giornale sarebbe circolato nel 2040, molto dopo la sua pensione etc. etc.

Siccome questa e' la vision, i due maggiori gruppi editoriali italiani hanno acquistato, per centinaia di milioni di euro, due gruppi media tradizionali (carta stampata) all'estero, uno in Spagna e uno in Francia. Forse si saranno detti che siccome siamo esperti a fare ristrutturazioni di sistemi economici in Italia (e questa e' tutta ironia), allora sapremo farla anche in Francia e Spagna. Immagino le feste organizzate dagli azionisti in Francia/Inghilterra e Spagna quando sono riusciti a vendere una bella gatta da pelare.

Se si guarda a quello che sta succedendo negli Stati Uniti, non so se l'Amministratore Delegato sia piu' tanto sicuro della sua visione di un anno fa.

Detto in cifre, prese da questo ottimo blog:
- la circolazione di giornali giornaliera negli USA e' oggi la stessa di 62 anni fa
- siccome 62 anni fa la popolazione era la meta', la circolazione per abitante si e' dimezzata
- la riduzione della circolazione e' iniziata nel 1980 (pre internet) ma sta accelerando in questi ultimi anni

L'unica buona notizia? In America i giornali raccolgono 42 miliardi di dollari di pubblicita', che a questo punto andranno a finire da qualche altra parte in una decina di anni (non tutti ma una buona parte).

scritto da: ocrampal alle ore 15:33 | link | commenti (9)
categorie: economia, vision
martedì, 22 aprile 2008

Workshop di neuromorphic engineering

Sono in Sardegna a Capo Caccia, al workshop di Neuromorphic Engineering organizzato dall'istituto di neuroinformatica di Zurigo. C'e' un misto di biologi, neurobiologi, informatici, ingegneri elettronici e fisici. Tutti cercano di lavorare assieme, per capire come funziona il cervello e quale codice utilizza. Ci sono ricercatori da Europa (Inglesi, Francesi, Tedeschi, Olandesi, Svizzeri e qualche Italiano) e Stati Uniti.

Non ho ancora il background per capire tutto quello di cui si parla, ma inzio a capirne abbastanza.

scritto da: ocrampal alle ore 23:45 | link | commenti (7)
categorie: tecnologie, biologia, ia
venerdì, 18 aprile 2008

Finalmente si sperimentano altri formati

L'evoluzione di Internet come strumento di distribuzione di contenuti, non solo di comunicazione, sta creando grossi problemi ai "media tradizionali" che sono legati a modelli di advertising che andavano bene per il broadcast tradizionale. Quando cioe' i canali televisivi trasmettevano contenuto e si intervallava il contenuto con spot pubblicitari.

Questo modello ha portato, fino ad oggi, i media tradizionali a vedere le nuove tecnologie come delle minacce, e quindi a cercare di contrastare in tutti i modi ad esempio il file sharing.

Ora pero' anche i media tradizionali si fanno furbi e iniziano a sperimentare modelli nei quali il product placement e' all'interno del formato, il che potenzialmente apre la strada alla libera distribuzione dei contenuti. Cioe' si ribalta il concetto attuale che vede il produttore di media interessato a limitare la distribuzione del proprio contenuto su canali autorizzati. Con il product placement all'interno, ci sara' un forte beneficio a lasciare che il contenuto sia distribuito liberamente.

E si arrivera' quindi a modelli di business che meglio si adattano ad Internet.

Con le nuove tecnologie, cosi' come nella vita, non e' possibile nuotare contro corrente nel fiume, ma bisogna lasciarsi trasportare, cercando, quando possibile, di andare un po' a destra o un po' a sinistra ...

scritto da: ocrampal alle ore 13:30 | link | commenti (1)
categorie: economia, vision
domenica, 13 aprile 2008

I lavoratori indipendenti

Come sarebbe bello trovare anche a Milano un bar con la connessione ad Internet dove poter lavorare e fare anche un po' di vita sociale con persone che lavorano su Internet. Qualche bar a dire il vero c'e', ma alla fine sono soprattutto ritrovi di mamme che hanno accompagnato i figli a scuola e parlano del piu' e del meno (e del parrucchiere), di uomini che prendono rapidamente il caffe' e parlano di calcio o della nuova auto che hanno comprato, etc. etc. :-(

Qualche giorno fa sul mio blog in Inglese scrivevo di un articolo di Bob Cringeley che descrive come stiano cambiando l'istruzione e le universita' in particolare. Il tutto dovuto, come al solito, allo sviluppo esponenziale delle tecnologie.

Ovviamente e' il mondo che cambia, non solo l'istruzione, ma anche il lavoro. Ad esempio in questo articolo dal titolo "Self employed technorati" si parla proprio di come stiano nascendo dei luoghi fisici dedicati all'aggregazione di "lavoratori indipendenti". Queste persone potrebbero lavorare da casa, usando la rete per tenersi in contatto con fornitori, clienti e partners, ma alla fine hanno iniziato a lavorare da bar dotati di connessione ad Internet, tipo Starbucks.

Ora stanno nascendo degli spazi ad hoc, che mettono assieme l'aspetto lavorativo (conoscenza di potenziali partners) con l'aspetto sociale, il tutto in un ambiente molto informale e innovativo.

Credo che fra qualche anno qualche imprenditore italiano decidera' di investire in locali di questo tipo, perche', anche se pochi, iniziano ad esserci un po' di persone che come me lavorano da casa, e su progetti diversi contemporaneamente.

[Update] Paola mi segnala questo articolo dell'Economist. Da leggere :-)

scritto da: ocrampal alle ore 12:24 | link | commenti (6)
categorie: milano, economia, vision, imprenditori
mercoledì, 09 aprile 2008

Carnegie Mellon

Alberto sta facendo un bel giro a Carnegie-Mellon University. Conoscera' il Preside e parlara' con i professori, oltre a conoscere tutti quegli attori che fanno funzionare quell'ecosistema universitario.

Lo invidio un po' perche' li fanno parecchia Robotica e Intelligenza Artificiale, e sono alcune delle cose che sto studiando.

scritto da: ocrampal alle ore 16:42 | link | commenti (4)
categorie: varie, viaggi
venerdì, 04 aprile 2008

Shopping comparison

Se questo servizio di Amazon funziona, i negozi "fisici" non saranno molto contenti, e saranno costretti anche loro a ristrutturarsi, o migliorare il servizio offerto in qualche modo innovativo.

In pratica funziona cosi': ti trovi in un negozio, ad esempio quello del tuo quartiere, un centro commerciale, oppure anche in un negozio in un'altra citta'. Vedi un articolo che vorresti comprare, mandi un SMS ad Amazon con il codice dell'articolo, e Amazon ti dice quanto ti costa se lo compri tramite loro. Se ti va bene, confermi l'acquisto e il gioco e' fatto.

In questo modo i negozi fisici diventano vetrine per servizi di e-commerce, sostengono il costo del magazzino, e tu invece compri dove e' piu' conveniente.

Se questa cosa prende piede, non fara' altro che accelerare la ristrutturazione della vendita al dettaglio :-)

Ovviamente la direzione e' quella giusta, da vedere se verra' adottata; come al solito si partira' dai giovani.

scritto da: ocrampal alle ore 10:53 | link | commenti (4)
categorie: economia, tecnologie, vision
mercoledì, 02 aprile 2008

Video del 1GN Summit

Sono finalmente disponibili le interviste video realizzate durante il 1GN Summit svoltosi a Villa Taverna, residenza dell'Ambasciatore Ronald Spogli. Le interviste, cosi' come i video degli interventi del convegno, sono materiale molto interessante per tutti quelli che si occupano di imprenditoria.

E' passato meno di un anno, e nel nostro tempo libero siamo riusciti a dare il senso che c'e' un altro modo di fare imprenditoria in Italia. Non siamo tutti perfetti ovviamente ... ma un po' "diversi" si :-)

Ora vorrei ancora di piu' concentrarmi su quello che sto "studiando". Quindi dobbiamo trovare una maniera per fare evolvere 1GN da network basato sul volontariato, a qualcosa di un po' piu' strutturato, altrimenti rischiamo di dare l'impressione di essere disorganizzati a tutti quelli che entrano in contatto con noi ... e non e' proprio il messaggio nuovo che vogliamo passare.

scritto da: ocrampal alle ore 16:28 | link | commenti (1)
categorie: economia, imprenditori, firstgeneration
lunedì, 31 marzo 2008

Democrazia economica e nuove tecnologie

Oggi ho preso il caffe' con una persona che e' attiva nell'imprenditoria.

Ad un certo punto, siccome avevo la sensazione di non riuscire a passare il messaggio su un certo argomento, gli ho voluto spiegare perche' ho sempre investito e continuo ad investire il mio tempo a cercare di capire qualcosa di tecnologie avanzate.

In Italia sopratutto, ma questo vale (in misura minore) anche nel resto del mondo sviluppato, i piccoli  (e i giovani bravi in particolare) hanno la possibilita' di innovare in settori tecnologicamente avanzati perche' solo loro capiscono bene la tecnologia. In questi casi i giovani non devono chiedere permessi al burocrate di turno, non devono competere con il figlio del ricco o del politico di turno (o del ricco-politico) e non hanno bisogno di enormi capitali per avere successo. Quello che conta in alcuni settori molto avanzati sono le idee e la comprensione prima degli altri di quali nuovi prodotti o servizi sviluppare. In quest'ottica, questi settori sono economicamente democratici, perche' sono al di fuori dei circuiti economici tradizionali, che in Italia sono molto lontani dall'essere democratici.

Al contrario, penso a cosa significhi sviluppare in Italia un business legato al territorio, come ad esempio lo sono alcuni business legati alle fonti energetiche rinnovabili. La quantita' di dazi, permessi, aiuti, prestiti etc. che vanno richiesti a burocrati, i quali burocrati non hanno nessun interesse a far funzionare le cose. Alla fine il tuo tempo lo passi a gestire la burocrazia, e il business vero e proprio passa in secondo piano.

Ora che Internet sta diventando pervasivo, la tentazione della politica e del vecchio che avanza, e' quella di regolamentare tutto, adducendo le piu' svariate ragioni, dalla difesa dei giovani, a quella della privacy, a quella del copyright. Tutte ragioni nobili, ma che mascherano la volonta' di controllare quello che e' nato dal basso ed e' sfuggito di mano ed ora va imbrigliato perche' tutto ritorni come prima ... cosi' che per aprire un business su Internet si debba chiedere il permesso ai burocrati o politici di turno.

scritto da: ocrampal alle ore 18:22 | link | commenti (5)
categorie: societa, economia, personale, vision, imprenditori
venerdì, 28 marzo 2008

Grazie alla mia vicina ...

... sono riuscito a ricollegarmi a Internet dopo giorni offline. Ho suonato alla sua porta, la poverina stava facendosi la doccia; e' uscita con l'accappatoio e io, in piena crisi da astinenza, le ho chiesto se fosse sua la wireless LAN protetta che vedo da casa (non usando queste parole ovviamente ;-) ) Mi ha lasciato copiare la password, mentre lei finiva di farsi la doccia, e sono scappato a provare. FUNZIONA!

Chi mi offre la connettivita' ad Internet, non ne vuole proprio sapere di mettere a posto il problema, e quindi per ora mi accontento di lavorare in cucina dove il segnale, che proviene da casa della mia adorata vicina, e' piu' forte.

scritto da: ocrampal alle ore 10:43 | link | commenti (5)
categorie: personale

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