Il blog di ocrampal

martedì, 21 novembre 2006

Aspetti legali dei contenuti dal basso

Finalmente in America i giudici hanno fatto quello che e' piu' razionale e giusto riguardo la responsabilita' legale sui contenuti pubblicati in rete. L'idea e' quella che solo l'utente che mette in rete i contenuti puo' essere ritenuto responsabile, non chi fornisce il servizio.

Sembra banale, ma le forze in gioco contro una decisione di questo tipo sono molte ad esempio:
- i legali che vorrebbero poter portare in giudizio (e quindi chiedere danni) a societa' ricche invece che semplici individui
- tutti quelli che vogliono in qualche modo limitare la liberta' di espressione online, cercano di rendere "colpevole" anche il fornitore di servizi, cosi' che questi ci pensi non 2 ma 3 volte a realizzare funzionalita' nuove e rivoluzionarie.

E in Italia come funziona? Beh non si sa bene, perche' abbiamo una legge "bizantina" che come al solito si presta a qualsiasi interpretazione. Della serie, facciamo le cose complicate e poco chiare, cosi' complichiamo la vita di chi deve innovare per lasciare tutto come e'; non sia mai qualcuno si metta in testa di cambiare qualcosa in Italia :-)

scritto da: ocrampal alle ore 14:52 | link | commenti (12)
categorie: varie

Commenti
#1   21 Novembre 2006 - 19:51
 
il blogger rimane una categoria bistrattata... purtroppo.
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#2   21 Novembre 2006 - 23:06
 
In Italia proprio come sempre .. NIKKA
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#3   22 Novembre 2006 - 09:43
 
Secondo me dipende da quello che intendi per servizio:

- se intendi un blog presente su una piattaforma tipo Splinder, è chiaro che si rende pressochè impossibile controllare ogni contenuto. Ferma restando la possibilità di provvedimenti interni in caso ci si accorga della presenza di blog non opportuni (semplice es., la presenza incitamenti all'odio razziale): in quel caso credo sia doveroso sospendere l'account ed eliminare immediatamente tutto (e penso sia già così). Comunque è chiaro che il responsabile è colui che scrive, il quale al massimo potrà tentare di affermare la sua libertà e legittimità d'espressione ex art.21 Cost. ma, brutalmente, "sono solo affari suoi"

- questione diversa, secondo me, è se ad esempio si è davanti a un servizio di webhosting, se nel sito vengono poi inseriti contenuti squallidi (es. immagini pedopornografiche): in quel caso penso che chi fornisce il servizio debba essere tenuto a vigilare sui contenuti e, nel caso in cui ometta di farlo, lo si possa ritenere responsabile... anche per il fatto che egli trae profitto dalla semplice concessione dello spazio.

O no?
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#4   22 Novembre 2006 - 12:40
 
maaa ciauzzz markooooooo salutoneeeee!
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#5   23 Novembre 2006 - 15:44
 
non sono pienamente d'accordo. E' un campo nuovo e, come al solito, di difficile regolamentazione. Inoltre attiene alla libertà di espressione che va salvaguardata. Sempre? Proprio su splinder credo siano stati cancellati alcuni blog inneggianti l'anoressia, o censurate foto perché ritenute troppo forti. Quindi, direi che, se splinder ha agito così, si è sentito una responsabilità "morale" (o semplicemente troppe proteste, non so). Solo che è un morale "oscillante" (nessun codice che stabilisca cosa è da oscurare e cosa è da mantenere). Non è meglio che a questo punto la regolamentazione della responsabilità delle pubblicazioni online non tocchi sia chi scrive, sia chi ospita o fornisce un servizio?
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#6   25 Novembre 2006 - 20:39
 
nn lo so... sembra il gioco dello scarica barile...
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#7   27 Novembre 2006 - 13:34
 
Wow...che>Image Hosted by ImageShack.us
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#8   27 Novembre 2006 - 13:38
 
ehm...volevo dire... che onore conoscere uno dei padri fondatori di splinder!! :-DD
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#9   27 Novembre 2006 - 13:51
 
Ma se il responsabile è un minore? La libertà "espressiva" di cui tanto si parla in questi giorni mi porta a pensare a tante cose, ma non di certo alla libertà. Esiste la possibilità di filtri? Se sì che si usino, non si può pensare di adossare tutte le colpe ai genitori che, notizia di questi giorni, "pagano" anche in senso penale.
Per il resto concordo :)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente bySoleLuna

#10   29 Novembre 2006 - 01:03
 
ciao Forse sei tu.... ci siamo conosciuti a un raduno mesi fa, forse però.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente miskin

#11   29 Novembre 2006 - 11:07
 
Grazie per aver inventato Splinder!! Non sapevo fosse una piattaforma italiana! Da quando ho creato il mio blog non riesco più a staccarmene! Sta diventando una malattia. E' stato il prof. Paolo Liguori (quello di TGCom) a chiedere a noi studenti (studio alla Lumsa a Roma) di fare un blog personale. Quasi tutti lo hanno fatto su blogger, ma io non mi ci trovavo affatto bene e sono passato a Splinder. Tutta un'altra cosa! In bocca al lupo per il futuro!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ilario82

#12   29 Novembre 2006 - 11:46
 
...se ci fai caso chi alza polvere contro la libertà della rete lo fà in nome di qualche interesse, società che proteggono il diritto d'autore riconosciuto per titoli diversi, pseudo difensori di una privacy "non commerciabile" in rete, penso ai tanti cosidetti vip che magari hanno determinato la chiusura di siti che ne ospitavano immagini e che poi si sò venduti l'esclusiva del loro matrimonio a suon di dollaroni.
Credo che la strada di perseguire direttamente chi pubblica materiale, in qualsiasi maniera censurabile, in rete, sia una strada buona, non fosse altro per tutelare quei provider che giustamente non si vogliono prendere in mano le cesoie odiose della censura.
Personalmente temo quando si parla di "regolamentare la rete", temo la gestione, temo l'interesse prevalente del singolo su quello collettivo, temo che i pasticci legislativi italiani possono ammorbare la se pur utopica libertà che ancora si respira sul web.

Ciao

Black♠

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